L’importante è averci provato

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Sandra Bacci

20 Febbraio 2024

Se ci hai provato va bene. Però devi averlo fatto davvero, provato almeno una volta a perdonarti. 

Perché il perdono non è rimozione ma solo consapevolezza di un cambiamento. E se è vero che il perdono è proporzionale alla capacità di amare, farlo ti permetterà di volere più bene e di volerti più bene.

 

L’importate è averci provato. A rompere le regole. Quelle regole in cui non ti riconosci. Quelle regole dettate dalla consuetudine che ti vorrebbero statica, passiva e annoiata, silenziosa. Quelle regole che ti aiutano a stabilire un ordine fittizio e che ti fanno credere che basti metterle in pratica per far funzionare le cose. Rompere le regole e poi imparare a tenere sotto controllo il senso di colpa che deriva dall’averlo fatto. Rompere le regole invece e poi urlare al mondo di averlo fatto.

Se ci hai provato va bene. A credere nelle seconde occasioni. E poi anche nelle terze e nelle quarte. Perché i treni passano e continueranno a passare, basta essere lì all’orario giusto. Non importa se perderai la corsa o se avrai il fiatone mentre crollerai esausta e soddisfatta sul sedile. Sarai sopra. E la valigia che porti con te, ti ricorderà quello che sei stata ma sarà pronta ad essere riempita di nuovi sogni.

L’importante è averci provato. A lasciar andare. Perché la vita capita e tu non puoi dirigerne il percorso neanche un secondo. Non serve forzare, trattenere, tentare di cambiare. Alcune cose sono come sono e altre vanno dove devono andare. Fluiscono naturalmente; trattenerle comporta solo un inutile spreco di energia.

Se ci hai provato va bene. Almeno una volta a perdere il controllo. E poi lasciato che il vento ti scompigliasse i capelli e che un velo trasparente ti mostrasse agli altri nuda, come sei veramente.

Però devi averlo fatto davvero.

“La vita è breve. Rompi le regole. Perdona in fretta. Bacia lentamente. Ama veramente. Ridi incontrollabilmente e non pentirti di niente che ti abbia fatto sorridere.“

 – Robert Doisneau

 

A cura di Sandra Bacci